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Ugarit
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mwkgUgarit fu un'antica città portuale del mwkwVicino Oriente, attuale mwlaRaʾs Šamrā (mwlqin arabo رأس شمراmwlg?, o mwlwpromontorio del finocchio), pochi chilometri a nord della città moderna di mwmaLatakia in mwmqSiria.cite-ref-treccani-1-0[1]
Fu la capitale dell'antico regno di Ugarit, che poteva contare su circa 1500 villaggi nel suo entroterra. La Città sorgeva allo sbocco sul mwoqMar Mediterraneo di un'antica via proveniente dalla mwogMesopotamia, in corrispondenza dei confini tra la potenza mwowittita a nord e la sfera d'influenza mwpaegiziana, a cui appartenne, a sud.cite-ref-2[2]cite-ref-history-3-0[3]
Oltre all'indubbio valore storico, la scoperta archeologica, condotta a partire dal mwrg1929 da un gruppo di archeologi francesi guidato da Claude Schaeffer, ha avuto notevole importanza per la comprensione delle lingue e religioni antiche.
Contents
• Storia
• Acropoli
• Cultura
• Società
• Arte
• Note
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Storia
Ugarit prende posto accanto ad mwswUruk e ad mwtaEridu come una delle più antiche città del mondo, con reperti preistorici che risalgono al mwtqVI millennio a.C.; sebbene esistano tracce di insediamento ancora precedenti, risalenti addirittura al mwtgX millennio a.C., fu in epoca mwtwneolitica che il sito iniziò ad acquisire una vera e propria forma urbana, con la costruzione di un muro di cinta fortificato.
Le evidenze archeologiche mostrano come intorno al XXIII secolo a.C. e fino a tutto il XXI secolo a.C., il sito rimase disabitato, anche se non se ne conoscono le ragioni. Da questo momento in poi la città conobbe un notevole sviluppo, favorito dalla sua posizione di cerniera tanto per i traffici commerciali con la Mesopotamia, quanto per la sua posizione strategica nel crescente conflitto tra l'impero ittita e quello egizio.cite-ref-4[4]
Tra il XIX e il XIV secolo a.C. la città rientrava nella sfera di influenza del regno mwwgegiziano,cite-ref-treccani-1-1[1] come testimoniano i piccoli oggetti di origine egizia, dell'epoca dei faraoni mwxwSesostris I (1971-1926 a.C.), mwygSesostris II e mwywAmenemhet III, e la cultura artistica mostra forti caratteri egiziani. La più antica attestazione scritta del nome della città proviene invece dalla vicina città di mwzaEbla, e risale intorno al mwzq1800 a.C.. Durante il periodo della sua massima fioritura, tra il mwzgXVI e il mwzwXIII secolo a.C., la città ebbe contatti costanti con l'mwaaEgitto e con mwaqCipro, e scambi commerciali con mwagAlalakh, un'antica città amorrea, che menziona un re non riportato nella lista reale, mwawPuruqqu.
Successivamente intorno al 1.330 a.C. cadde sotto il controllo degli mwbqHyksos,cite-ref-treccani-1-2[1] e come stato alleato il regno partecipò con un proprio contingente alla mwcgbattaglia di Qadeš, combattuta nel 1274 a.C. sulle rive del fiume mwdaOronte, nell'attuale mwdqSiria, e che vide contrapporsi le due più grandi potenze del mwdgVicino Oriente antico; l'esercito mwdwegiziano condotto mwearamesside e le forze mweqittite condotte da mwegMuwatalli II.
L'ultimo re di Ugarit dell'mwfgetà del bronzo, mwfwAmmurapi (o Hamurapi), fu un contemporaneo del re mwgaittita mwgqŠuppiluliuma II, ma la data esatta del suo regno è ignota. In quest'epoca la città venne distrutta, forse in seguito all'invasione dei mwggpopoli del Mare; in base ad una spada con il nome del faraone mwgwMerneptah trovata negli strati di distruzione, la data di questo evento è stata fissata intorno al 1230 a.C., ma una tavoletta cuneiforme rinvenuta nel mwhq1986 mostra che dovette avvenire piuttosto intorno al 1185 a.C., in corrispondenza dell'ottavo anno di regno del faraone mwhwRamses III. In base ai frammenti di ceramica micenea rinvenuti sempre negli strati di distruzione tale data sembra corrispondere anche al passaggio dal periodo tardo-elladico IIIB a quello IIIC, che corrisponde ugualmente alla fine dei regni micenei.
Alcune tavolette d'argilla cotte dall'incendio che distrusse la città descrivono di un attacco giunto dal mare; in particolare, in una lettera proveniente da mwiqAlashiya, l'antico nome di Cipro, si legge di città già distrutte da assalitori venuti dal mare, nel momento in cui la flotta di Ugarit non era presente, in quanto impegnata lontano, in pattugliamenti lungo le coste anatoliche.
Re di Ugarit
Secondo le tavolette di argilla degli archivi, gli ultimi re di Ugarit furono:
• mwkqAmmittamru I (? - 1349 a.C.)
• mwkwNiqmaddu II (1349-1315 a.C.)
• mwlqArhalba (1315-1313 a.C.)
• mwlwNiqmepa (1313-1260 a.C.)
• mwmqAmmittamru II (1260-1235 a.C.)
• mwmwIbiranu (1235-1220 a.C.)
• mwnqNiqmaddu III (1220-1215 a.C.)
• mwnwNiqmaddu IV (1212 - 1195 a.C.)
• mwoqAmmurapi (1195-1185 a.C.)
Gli scavi
L'ubicazione di Ugarit rimase ignota fino al mwpa1928, quando un contadino scoprì accidentalmente un'antica sepoltura, appartenente all'antica necropoli della città. I successivi scavi furono condotti, in condizioni politiche spesso difficili, prevalentemente dall'archeologo Claude Schaeffer, del Museo preistorico e gallo-romano di mwpgStrasburgo,cite-ref-history-3-1[3] a cui si deve l'identificazione del sito archeologico con l'antica città di Ugarit, fino ad allora nota solo grazie a riferimenti in altri testi storici.
Gli scavi riportarono alla luce un palazzo reale di ben 90 vani, che si articolavano intorno ad 8 cortili, e diverse residenze private di pregio, due delle quali includevano archivi di documenti (uno dei quali appartenente ad un diplomatico di nome "Rapanu").
Palazzo Reale
La costruzione del Palazzo Reale di Ugarit risale al mwsaXIV secolo a.C.; si trattava di un edificio di circa 6.500 mmwsq2, disposti su due piani e, cosa curiosa per l'epoca, si trovava nel centro cittadino, circondato dalle case. La sua struttura è particolarmente complessa, perché al nucleo originario si sono via via aggiunti numerosi altri ambienti. Un efficiente sistema di condotte portava l'acqua nelle varie sezioni del palazzo, dove poteva anche essere scaldata.
Il Palazzo aveva numerose entrate; quella più imponente consisteva in un atrio dal quale si accedeva ad un portico colonnato in legno e da lì ad una grande corte con fontana. Sono stati trovati ben cinque archivi con tavolette d'argilla in lingua babilonese, hurrita e ugaritica. Fra questi ritrovamenti anche i mwswmwtaCanti Hurriti. La tavoletta più famosa è senz'altro quella esposta al mwtqMuseo nazionale di Damasco, con l'alfabeto elaborato nel mwtgXIII secolo a.C. per ridurre la scrittura sumerica a 30 consonanti.
Nelle numerose necropoli sono stati ritrovati doni rituali: ceramiche, gioielli in oro ed argento, armi, incisioni in avorio, vasi in alabastro. Le singole camere funerarie potevano contenere fino a 40 defunti.
Acropoli
Nel punto più alto del sito, sull'acropoli, si trovavano i due templi di Baal e Dagat (o forse Anat, sorella ed amante di Baal), che rappresentavano il centro spirituale della città. Entrambi si componevano di un atrio quadrato e di una cella trasversale. Presso i templi si trovavano le abitazioni dei sacerdoti e le biblioteche, di fatto tra le più antiche al mondo, che svolgevano anche la funzione di scuole di scrittura. Qui sono stati scoperti testi mitologici, due bacinelle d'oro (una conservata al mwugLouvre di Parigi, l'altra al Museo Archeologico di Aleppo), vari doni votivi, tra cui anche tre ancore di pietra.
Ras Ibn Hani
Situata pochi chilometri da Ugarit e a circa 5 chilometri dal centro di mwwwLatakia, la località di mwxaRas Ibn Hani si trova presso la zona turistica della città, la cosiddetta mwxqCosta Azzurra della Siria. La zona è stata interessata da scavi archeologici fin dal mwxg1973 e vi sono state portate alla luce rovine di due palazzi, molto probabilmente anch'essi residenza dei sovrani di Ugarit. Il perché un nuovo nucleo urbano fosse stato realizzato a così breve distanza dalla capitale non è chiaro, ma si è formulata l'ipotesi che a quell'epoca la zona fosse una penisola, collegata alla terraferma da uno stretto istmo.
Gli archivi
Gli scavi di Ugarit hanno riportato alla luce oltre mille tavolette di mwyqargilla sulle quali sono stati incisi testi risalenti ad un periodo compreso tra il XIV e XII secolo a.C.,cite-ref-athenanova-5-0[5] conservati in diversi archivi della città (uno palaziale, uno templare e due privati). Variegato è l'ambito trattato da questi testi: mw0adiplomatici, mw0qlegali, mw0geconomici, amministrativi, scolastici, letterari e religiosi.
Un altro archivio, in parte disperso sul mw1amercato nero, fu rinvenuto nel mw1q1958; le tavolette superstiti sono attualmente conservate a mw1gClaremont (California) negli mw1wStati Uniti, presso l'Istituto di Antichità e Cristianesimo (mw2aInstitute for Antiquity and Christianity) della Scuola teologica di Claremont (mw2qClaremont School of Theology) e sono state pubblicate da Loren R. Fisher nel mw2w1971.
La maggior parte di queste tavolette sono scritte in quattro lingue: mw4asumerico, mw4qaccadico (il linguaggio della mw4gdiplomazia nel Vicino Oriente antico), mw4whurrita e infine mw5augaritico, lingua quest'ultima, del tutto sconosciuta fino al momento della scoperta degli archivi. Sono state rinvenute tavolette scritte nel locale mw5qalfabeto ugaritico, in scrittura mw5ggeroglifica egizia e mw5wanatolica e in mw6ascrittura cuneiforme mw6qcipriota-minoica, mw6gsumerica, mw6waccadica e mw7ahurrita.
Su una di queste tavolette, datata circa 3.400 anni fa, è registrato il primo atto di mw7gcompravendita al mondo: «Dal presente giorno, davanti a testimoni, Ilya, figlio di Sinya e Padya, suo fratello, hanno venduto 4 iku del loro campo, che si trova tra i campi del villaggio di Sau, per 180 sicli d'argento, a Sharelli, la regina».
Cultura
Società
Un ruolo importante era svolto, nella società ugaritica, dalla mw8gfamiglia, dalla mw8wclasse dirigente e dai grandi mw9aproprietari latifondisti. Importante anche la mw9qgerarchia militare (i maryannu) e quelle filo egiziane e filo-hittitiche.
Lingua e alfabeto ugaritico
Lingua semitica conosciuta solo attraverso la scrittura; utilizzava un alfabeto sillabico mutuato dal cuneiforme. I fenici adottarono e utilizzarono tale innovazione ugaritica, diffondendolo tramite i loro commerci ed elaborandolo con l'aggiunta di vocali fino a quello che viene considerato il mw-qprimo alfabeto fonetico.
I testi rinvenuti nelle tavolette degli archivi ugaritici comprendono oltre a lettere, documenti legali, come trasferimenti di proprietà di terreni, alcuni trattati internazionali e diverse liste amministrative, anche poemi narrativi di carattere mitologico: sono stati identificati frammenti di diverse opere poetiche, tra cui la "mw-wLeggenda di Keret", la "Leggenda di Dan-el", il "Mito di Baal-Aliyan", e la "Morte di Baal" (mw-gmw-wCiclo di Baal). I poemi ugaritici hanno diverse caratteristiche che si troveranno più tardi nei poemi ebraici, come il gusto per il parallelismo, i metri e i ritmi, e alcuni riferimenti a eventi storici e persino concetti mitologici che vi compaiono, si trovano successivamente anche nell'mwaqaAntico Testamento.
Religione
Altre divinità erano, mwarsHaddu, dio della pioggia e della tempesta, mwarwDagon, dio della terra, mwar0Athirat, divinità madre, mwar4Anat, divinità della guerra, ‘Athtart, divinità della fertilità, Yaw, dio del mare, mwaseAtargatis, dea della Siria, mwasiTeshub, dio del cielo e della tempesta, mwasmShalim, dio del tramonto, mwasqNikkal, dea dei frutteti, mwasuKot̠āru, il dio fabbro, e mwasyMot, dio della morte.
Della mitologia di Ugarit restano sei tavolette che narrano del mwasgCiclo di Baal, che narra dell'ascensione del dio al regno dei cieli come re degli dei.
Alcuni passi biblici sembra si rifacciano alla tradizione ugaritica.cite-ref-0-6-4[6]
Arte
Architettura
Ad Ugarit appartengono uno degli esempi più antichi ritrovati dell'uso dell'mwatiArco a mensola.
Letteratura
La mwatyLeggenda di Keret è un poema epico risalente al mwatcTardo Bronzo (circa 1500-1200 a.C.)., che racconta la storia della quasi estinzione della casa reale mwatghurrita di mwatkKeret, o mwatoKirta.
Musica
Note
cite-note-treccani-11. ↑ mwavqmwavumwavyUgarit su Treccani, su mwavctreccani.it.
cite-note-22. ↑ Mycenaean Cult Buildings: A Study of Their Architecture and Function in the Context of the Aegean and the Eastern Mediterranean. Helène Whittaker, Helène Whittaker von Hofsten, Norwegian Institute at Athens, 1997 - Aegean Sea Region.
cite-note-history-33. ↑ mwawamwawemwawiSearching for the Lost City of Copper su History Magazine, su mwawmnationalgeographic.com.
cite-note-44. ↑ mwawcmwawgmwawkUgarit su World History, su mwawoworldhistory.org.
cite-note-athenanova-55. ↑ mwaw4mwaw8mwaxaUgarit su Athenanova, su mwaxeathenanova.it.
cite-note-0-66. ↑ mwax0Massimo Baldacci, mwax4La scoperta di Ugarit, Piemme, 1996, pp.mwax8 12-13.
cite-note-77. ↑ Ricostruzione di Marcelle Duchesne-Guillemin dell'inno che può essere ascoltata su mwaymUrkesh webpage mwayqArchiviatomwayu il 17 gennaio 2016 in mwayyInternet Archivemwayc., benché vi siano almeno altre quattro "diverse interpretazioni della notazione, ciascuna delle quali porta a risultati completamente differenti". West 1994, 161. In aggiunta a West e Duchesne-Guillemin (1975, 1977, 1980, & 1984), le interpretazioni alternative comprendono Anne Draffkorn Kilmer (1965, 1971, 1974, 1976, & 1984), David Wulstan (1968), e Raoul Gregory Vitale (1982).
cite-note-88. ↑ mwaywmway0mway4La canzone più antica del mondo: l'inno a Nikkalmwaze, su mwazkvanillamagazine.it.
cite-note-99. ↑ West 1994, 171.
Bibliografia
• AA. VV., mwaaaReading the Past, articolo «mwaae The Early Alphabetmwaai » di John Healey, British Museum Press, 1990.
• Massimo Baldacci, mwaaqLa scoperta di Ugarit. La città-stato ai primordi della Bibbia, Casale Monferrato, PIEMME 1996.
• mwaaySabatino Moscati (a cura di), mwaacL'alba della civiltà, (3 voll.) Torino,UTET 1976.
• Sabatino Moscati, mwaakAntichi imperi d'Oriente, Roma, Newton Compton 1978.
• Martin Litchfield West, "The Babylonian Musical Notation and the Hurrian Melodic Texts", Music & Letters, Vol. 75, No. 2 (May, 1994), pp. 161-179.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ugarit
Collegamenti esterni
• mwabu(FR) Richiesta di introdurre Ugarit fra i patrimoni dell'Unesco - motivazioni, su whc.unesco.org.
• mwabc(EN) I primi scavi di Ugarit, su theology.edu.
• mwabk(FR) Sito della missione archeologica sirio-francese a Ugarit/Ras-Shamra, su ras-shamra.ougarit.mom.fr.
• mwabs(EN) mwabwDennis Pardee, Ugarit ritual texts, università di Chicago
• mwab4Immagini degli scavi 2009, su secure2.pbase.com.